L’arte come intervento riabilitativo multisensoriale per il Parkinson. È quanto si sta sperimentando a Villa Margherita, la Casa di Cura di Santo Stefano Riabilitazione, con sede ad Arcugnano, centro di eccellenza del Network  del Fresco Parkinson Institute.

Si tratta di un progetto terapeutico legato ad uno studio scientifico pilota, ARS-PD, condotto come Principal Investigator dal dottor Alberto Cucca, Neurologo del nostro team, specializzato nei Disordini del Movimento, e autore di una ricerca sull’Arte Terapia nel Parkinson alla New York University - spiega il dottor Daniele Volpe Direttore della Medicina Riabilitativa della Casa di Cura Villa Margherita e Direttore del Fresco Parkinson Institute - . L’obiettivo è valutare gli effetti dell’esperienza artistica sui sintomi motori e cognitivi dei pazienti affetti da malattia di Parkinson, è il primo studio clinico italiano realizzato con una metodologia scientifica così rigorosa.

Lo studio pilota riguarda per il momento 12 pazienti ( ma il numero verrà ampliato fino a 50), coinvolti in un programma di arte terapia, diretto da artisti di esperienza internazionale, finalizzato a migliorare l’integrazione tra percezione e movimento.

Parkinson e Arte Terapia

Il progetto di Arte Terapia

"Il progetto ha previsto l’apertura di un Atelier in centro storico a Vicenza come setting dei laboratori artistici - continua Volpe -, un’attività organizzata in gruppi di 3 - 4 persone al massimo, nel rigoroso rispetto dei distanziamenti e dei protocolli di sicurezza anti Covid - precisa -. A Villa Margherita i pazienti verranno sottoposti a valutazioni clinico-strumentali tra le quali una valutazione attraverso il nostro Laboratorio di analisi del movimento, in grado di misurare con precisione i risultati dell’attività artistica sulla malattia, e tramite risonanza magnetica funzionale per evidenziare l’attivazione cerebrale prima e dopo le sedute di arte terapia”.

Gli esperti studieranno, quindi, gli effetti dell’attività sui sintomi clinici del Parkinson come l’affaticabilità, l’apatia, la lentezza, la rigidità, valutando l’eventuale miglioramento sia motorio sia delle funzioni cognitive, le conseguenze, ad esempio, sul piano emotivo, sull’autostima e sulla sicurezza, aspetti fondamentali per affrontare al meglio i disagi quotidiani della malattia. Oltre allo studio pilota e all’apertura dell’atelier, il progetto ha previsto anche l’avvio del primo Corso Internazionale per Arte Terapisti nella malattia di Parkinson organizzato dalla Fresco Academy.

Daniele Vope, Direttore della Medicina Riabilitativa Villa Margherita

Daniele Vope, Direttore della Medicina Riabilitativa Villa Margherita

“Il corso, per la parte teorica, si è svolto a causa dell’epidemia da Covid -19 in modalità webinar, ma con grande successo di iscritti da diverse parti del mondo – conclude Volpe -. I partecipanti dovranno terminare la formazione a Villa Margherita con una parte pratica presso l’Atelier d'Arte a Vicenza sotto la supervisione di docenti della Scuola di Arte Terapia Steinhardt della New York University”.

Un progetto di prestigio internazionale che conferma l’alta specializzazione di Villa Margherita, dal 2016 riconosciuta dal Fresco Parkinson Institute come Centro di riferimento per la riabilitazione della malattia di Parkinson e dei disordini del movimento recentemente riconosciuto come Fresco Network di Eccellenza Parkinson Foundation. La Casa di Cura vicentina è inoltre uno dei primi centri italiani ad aver attivato, in collaborazione con l’Ospedale di Vicenza, un programma di stimolazione cerebrale profonda (D.B.S) per garantire al paziente un'assistenza di elevata qualità. Presso Villa Margherita è anche attiva una piscina riabilitativa (cofinanziata proprio dalla Fresco Foundation) che, oltre ad essere aperta alle necessità terapeutiche di tutta la popolazione, è anche sede di linee di ricerca su innovative analisi cinematiche tridimensionali ed elettromiografiche sott’acqua su pazienti Parkinson con disturbi della postura, dell’equilibrio e del cammino. Infine, è in corso anche l’uso dell’EKSO: l’esoscheletro bionico è in fase di sperimentazione nei percorsi riabilitativi dei malati di Parkinson. Il robot, infatti, consente alle persone con deficit motori agli arti inferiori di raggiungere la postura eretta e di deambulare in modalità assistita.

Come si svolgono le sedute

Il progetto, sviluppato in collaborazione con artisti di esperienza internazionale, prevede 20 sedute di arte-terapia specificamente concepite per migliorare funzioni cognitive, benessere psicologico, salute emotiva e funzione motoria in questi pazienti.

I pazienti saranno sottoposti a diverse valutazioni con test clinici, neuropsicologici e neurofisiologici per evidenziare gli eventuali effetti del trattamento. Inoltre, i partecipanti allo studio verranno sottoposti a sofisticate valutazioni sperimentali presso i laboratorio di analisi del movimento di Villa Margherita, finalizzate a misurare con precisione gli effetti dell’attività artistica su accuratezza, velocità e precisione del movimento.
In questo modo non solo si indaga il potenziale riabilitativo dell’arte terapia nei pazienti affetti da malattia di Parkinson ma si esplorano anche i possibili meccanismi neurologici alla base dei miglioramenti osservati. Ogni settimana le attività propongono esperienze e apprendimento di tecniche artistiche differenti e multisensoriali che stimolano la creatività e socializzazione mirando ad utilizzare strategie e pratiche artistiche per incoraggiare espressione personale, inclusione sociale e scoprire nuove risorse per migliorare la qualità di vita.

Gli incontri si svolgono nell’arco di 10 settimane con frequenza bisettimanale (90 minuti a sessione). I partecipanti vengono incoraggiati e guidati ad utilizzare la pratica d’arte come strategia per “ri-interpretare” la quotidianità cercando di dare valore all’analisi personale nel tentativo di dare forma a contenuti che sarebbe magari difficile poter esprimere attraverso tecniche di comunicazione più convenzionale come scrittura o linguaggio parlato.

Lo studio scientifico ARS-PD, perché l’arte terapia per i malati di Parkinson?

Numerosi studi clinici, suggeriscono come l’esperienza artistica possa essere utilizzata per migliorare il benessere fisico e mentale di pazienti affetti da diverse patologie neuropsichiatriche, come depressione, dolore cronico, demenza, e disturbo da stress post-traumatico.

“In un recente studio esplorativo condotto dal nostro team di ricerca presso la New York University abbiamo osservato significativi miglioramenti in diversi sintomi clinici della malattia di Parkinson con un intervento di riabilitazione basato su 20 sedute di arte terapia, spiega il dottor Alberto Cucca, neurologo specializzato nei disordini del movimento, attualmente consulente clinico presso il dipartimento di medicina riabilitativa del Fresco Parkinson Center di Villa Margherita, Santo Stefano Riabilitazione. Sulla base delle “nostre analisi preliminari - continua - le funzioni percettive di questi pazienti - ossia quelle funzioni che consentono loro di visualizzare e percepire correttamente l’ambiente circostante - sembrano beneficiare in modo significativo dall’arte terapia. A tali cambiamenti si associa peraltro una attivazione di aree cerebrali deputate al processamento dell’informazione visiva evidenziabile con una indagine di imaging cerebrale nota come risonanza magnetica funzionale”.
Alberto Cucca, Neurologo Villa Margherita

Alberto Cucca, Neurologo Villa Margherita

In effetti, dal punto di vista strettamente neurofisiologico, la creazione di opere d’arte presuppone il ricorso sistematico a sofisticate funzioni elaborate dal nostro cervello come ad esempio la percezione delle proporzioni spaziali e delle distanze, il senso del movimento, le variazioni di colore e contrasto o il riconoscimento delle forme.

“Pensiamo ad esempio alla nostra capacità di percepire il senso di profondità in un dipinto che di fatto è bidimensionale - afferma il dottor Cucca - o ancora alla capacità di identificare immediatamente la direzione del movimento di un’opera scultorea che è, per sua natura, immobile”.

È dunque possibile che i miglioramenti osservati nelle funzioni percettive dei nostri pazienti siano attribuibili proprio al ricorso a tali funzioni cerebrali. In parallelo a tali miglioramenti, anche la funzione motoria dei nostri pazienti sembra inoltre migliorare sensibilmente.

“Partendo da tali incoraggianti risultati abbiamo voluto sviluppare ulteriormente questa linea di ricerca mettendo a punto lo studio ARS-PD presso il Fresco Parkinson Center di Villa Margherita - conclude -. La fase iniziale dello studio è cominciata lo scorso settembre e contiamo di terminarla in primavera 2021. Sinora abbiamo ricevuto riscontri molto positivi da parte dei pazienti che hanno partecipato allo studio. Questo progetto di ricerca, unico nel suo genere, prevede la collaborazione tra professionisti di diverso background accademico, tra cui bioingegneri, fisioterapisti, fisiatri, neurologi e, naturalmente, artisti. Sono orgoglioso di poter contare sulle eccellenti capacità professionali di un team di ricercatori giovani e motivati come quelli del Fresco Parkinson Center di Villa Margherita. Il successo di questa iniziativa è l’ennesima dimostrazione dell’importanza del lavoro di squadra, anche - e direi forse soprattutto - nell’ambito della ricerca clinica”.

Il contenuto emotivo legato alla creazione artistica è un elemento importante nello studio in corso, un aspetto legato alla risposta individuale della persona che attraverso l'arte aumenta anche la consapevolezza di sè e la percezione delle proprie emozioni.

L'idea in futuro è, quindi, consentire di proseguire l'attività in programmi di comunità e promuovere l'organizzazione di mostre per l'esposizione delle opere prodotte.
Per saperne di più è possibile contattare il coordinatore della sperimentazione, all'indirizzo email: antonio.rizzetto@casadicuravillamargherita.it

Articolo a cura della Redazione Santo Stefano News
2020-11-26