Riabilitare il Parkinson: innovazione, ricerca scientifica e reti cliniche

I centri riabilitativi del Gruppo KOS offrono percorsi riabilitativi mirati, personalizzati e supportati dalla tecnologia.

Il 25 novembre ricorre la Giornata Nazionale della Malattia di Parkinson 2023, indetta dalla Fondazione LIMPE con l’obiettivo di diffondere informazioni corrette sulla malattia e sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni su questa patologia.

Il Parkinson è una malattia neurodegenerativa cronica che colpisce il sistema nervoso centrale, in particolare le cellule nervose responsabili del controllo del movimento.

I sintomi principali includono tremori, rigidità muscolare, lentezza nei movimenti e problemi di equilibrio. I sintomi possono variare in gravità da persona a persona e possono essere accompagnati da altri disturbi, come difficoltà nella scrittura, cambiamenti nella postura, disturbi dell’umore.

Sebbene le cause della malattia di Parkinson non siano completamente note, si ritiene che coinvolgano una combinazione di fattori genetici e ambientali.

In Italia si stima che i malati di Parkinson siano circa 300.000, per lo più maschi (1,5 volte in più), con età d’esordio compresa fra i 59 e i 62 anni, anche se nelle ultime decadi sono in aumento i casi sotto i 40 e i 30 anni. Il calo dell’età media d’insorgenza rende cruciale la terapia riabilitativa con un approccio multidisciplinare che contribuisce a un buon controllo dei sintomi nel corso degli anni, grazie ad attività fisica (specialmente in acqua), logopedia, terapie creative, supporto psicologico, farmacoterapia.

Ad oggi, infatti, non esiste un trattamento capace di guarire o fermare la malattia, ma vi sono diverse terapie che migliorano notevolmente la qualità di vita delle persone che soffrono di questa malattia.

La presa in carico dei pazienti con il Parkinson nei centri riabilitativi del Gruppo KOS è sempre più sviluppata attraverso una rete clinica tra specialisti che operano nelle diverse strutture, con l'obiettivo di migliorare l'offerta riabilitativa, integrando sempre di più le competenze professionali in modo multidisciplinare, sviluppare progetti di ricerca scientifica e percorsi terapeutici innovativi.

Nel video le testimonianze di Ida e Vittorio, due pazienti dell'Ospedale San Pancrazio KOS di Arco (Trento), che stanno seguendo un percorso riabilitativo basato sulle più recenti novità terapeutiche e tecnologiche. 

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Villa Margherita, al via la ricerca sull’impatto della musicoterapia nella riabilitazione dei pazienti con Parkinson

La Casa di Cura Villa Margherita di Arcugnano (Vicenza) Gruppo KOS è un centro ad alta specializzazione nella diagnosi e cura delle malattie neurologiche. Dal 2016 è riconosciuta come centro di riferimento per la riabilitazione della malattia di Parkinson dal Fresco Parkinson Institute, per l’elevata specializzazione e per l’impegno nell’applicazione degli standard qualitativi internazionali della Parkinson Foundation.

È stato uno dei primi centri italiani ad attivare un programma di stimolazione cerebrale profonda (DBS), una metodica in grado di attenuare i sintomi della malattia di Parkinson e le complicanze indotte dalla terapia farmacologica. Villa Margherita da anni ormai porta avanti studi scientifici sul Parkinson e progetti terapeutici innovativi.

La struttura è dotata di una piscina riablitativa (cofinanziata proprio dalla Fresco Foundation) che è sede di linee di ricerca e di innovative analisi cinematiche tridimensionali ed elettromiografiche sott’acqua su pazienti Parkinson con disturbi della postura, dell’equilibrio e del cammino. Il galleggiamento nell'acqua infatti, abolisce la gravità permettendo al corpo di galleggiare, riducendo quindi il peso che le articolazioni, le ossa e i muscoli devono sostenere. Tra i progetti portati avanti anche laboratori di Arte Terapia ed i corsi di danza con Dance Well.

Piscina riabilitativa
Piscina riabilitativa

Di recente, ha preso il via anche un innovativo progetto di ricerca focalizzato sull'impiego della musicoterapia nella riabilitazione dei pazienti con malattia di Parkinson. Sostenuto da un grant del Fresco Parkinson Institute, lo studio prevede una collaborazione interdisciplinare tra neurologi, logopedisti e musicoterapeuti, per valutare, lungo il corso di un anno, gli impatti della musicoterapia sulla motricità, sulle funzioni psicocognitive e sul benessere emotivo di circa 40 pazienti con malattia di Parkinson.

La pratica quotidiana ci dà riscontri positivi sulla musicoterapia: negli incontri che svolgiamo con i nostri pazienti rileviamo un miglioramento della rigidità muscolare, specie del volto, con riduzione della disfagia e un’aumentata espressività facciale, miglioramenti nella comunicazione verbale e non verbale, una riduzione dello stress e dell’ansia, insieme a una maggiore partecipazione e connessione sociale all’interno del gruppo e con i terapisti. Questo progetto di ricerca ci permetterà di sistematizzare questi riscontri in una cornice scientifica, per comprendere e valorizzare appieno l’impatto e le potenzialità della musicoterapia nella riabilitazione neurologica. Trovo che sia anche un’occasione per rafforzare la consapevolezza sul ruolo e la formazione dei musicoterapeuti che in Italia, diversamente da altri Paesi europei, non hanno un riconoscimento istituzionale. – spiega Alessandra Cavuto, musicoterapeuta presso Villa Margherita.

Il dottor Daniele Volpe, responsabile della Medicina Riabilitativa e direttore del Centro Parkinson di Villa Margherita ha commentato: “Siamo entusiasti di intraprendere questo progetto. Dalla letteratura scientifica sono già emerse evidenze sull’utilità di alcuni aspetti della musicoterapia, specie nell’età evolutiva, ma non si tratta di conferme specifiche per la malattia di Parkinson. Sappiamo già che il ritmo può aiutare il controllo motorio e il superamento del freezing nei pazienti parkinsoniani ma la musica è molto più ricca del semplice ritmo: stiamo utilizzando la stimolazione vocale, il canto, l’utilizzo di strumenti; vogliamo esplorare anche gli effetti sulla sfera neuropsicologica, cognitiva e affettiva e il coinvolgimento di aree più profonde del cervello, sotto la corteccia, dove il danno della malattia di Parkinson è maggiore”.

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Pedana stabilometrica e Neurotablet, l’Ospedale San Pancrazio punta sulla tecnologia per la riabilitazione del Parkinson

L’Ospedale San Pancrazio è tra le strutture del Gruppo KOS specializzate nel trattamento di pazienti con Malattia di Parkinson. Il reparto di Riabilitazione Neuromotoria, diretto dalla dottoressa Simona Farina, prevede percorsi riabilitativi che si articolano in diverse attività di riabilitazione neuromotoria e cognitiva, integrate da progetti specifici, di Terapia Occupazionale, di musicoterapia, prevedendo l’approccio multidisciplinare e le riunioni d’equipe.

Tra le ultime novità introdotte, il reparto ha puntato sulla tecnologia, in particolare con  l’acquisizione della pedana stabilometrica, per il recupero dell’equilibrio e dell’instabilità della marcia, e con l’avvio di uno studio innovativo che prevede l’uso del Neurotablet, implementando così il filone della riabilitazione neuropsicologica ed il suo impatto sulla disabilità motoria.

Neurotablet
Neurotablet

“La pedana stabilometrica viene utilizzata per valutare l’instabilità in stazione eretta, con l’obiettivo di migliorare l’equilibrio del paziente – spiega la dottoressa Simona Farina responsabile del reparto di Riabilitazione Neuromotoria del San Pancrazio -. Grazie ai programmi inseriti nel software, vengono svolti esercizi mirati. Dalla pedana vengono registrate le oscillazioni e la loro ampiezza, sotto forma di un gomitolo di lunghezza variabile. Il paziente deve raggiungere dei punti target sullo schermo con movimenti oscillatori del corpo. Questi esercizi ripetuti nel tempo portano ad una miglioramento della stabilità e dell’equilibrio in stazione eretta. La pedana registra le oscillazioni e fornisce un report, che ci consente di valutare la progressione della malattia e di adattare i piani terapeutici in base ai risultati. Sono dati oggettivi,  valutabili dal punto di vista statistico e utili anche per studi scientifici sull’equilibrio posturale nei malati di Parkinson”.

Un’altra importante novità introdotta di recente nei percorsi riabilitativi del Parkinson all’Ospedale San Pancrazio è il progetto sull’uso del Neurotablet. Una ricerca nata in collaborazione con l’Università di Verona, nell’ambito dei progetti innovativi promossi dal PNRR. In particolare, il Gruppo KOS, sta finanziando una borsa di studio per dottorando in neuropsicologia, il cui progetto verte proprio sui Trattamenti innovativi nella cura del paziente affetto da malattia di Parkinson o parkinsonismo.

Pedana stabilometrica
Pedana stabilometrica
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“Una dottoranda neuropsicologa sarà presente in struttura due volte a settimana – afferma la dottoressa  Farina -. La ricerca durerà nel complesso tre anni, con l’obiettivo di dimostrare i benefici di una riabilitazione cognitiva mirata nei malati di Parkinson, sia per gli aspetti neurologici sia per quelli motori. Diamo l'opportunità ai pazienti ricoverati di usufruire di uno studio innovativo dal punto di vista scientifico, per valutare il recupero delle funzioni esecutive, sempre partendo da un’anamnesi preliminare dei deficit  individuali.”

Il Neurotablet che verrà utilizzato al San Pancrazio è dotato di programmi specifici che suddividono le attività per domini cognitivi, per esempio: dell'attenzione, della memoria, delle funzioni esecutive. Il terapeuta personalizza gli esercizi, selezionandoli in base alla tipologia di paziente, modula i diversi parametri, dal livello di difficoltà, alla velocità di esecuzione,  andando a costruire un percorso ritagliato su misura. Il Neurotablet restituisce i risultati in un report, che analizza le diverse capacità, dall’esecuzione di un compito alla pianificazione dello stesso, dalla capacità di controllo alle abilità mnemoniche.

“Il Neurotablet è uno strumento innovativo, non ancora molto diffuso in riabilitazione. Stiamo già riscontrando il suo impatto anche dal punto di vista della motivazione; il paziente è maggiormente stimolato ad eseguire gli esercizi, che spesso compaiono sotto forma  di gioco, sul tablet rispetto agli strumenti tradizionali - conclude la dottoressa Farina-. Infine, permette di creare profili dettagliati per ogni paziente e di avere sempre un feedback delle attività, utile per valutare i progressi e migliorare i percorsi”.

a cura della Redazione Santo Stefano News
2023-11-24