Si è concluso al Centro ambulatoriale di Filottrano il laboratorio per bambini con “Camilla”, una Golden Retriever certificata per svolgere gli IAA

La Pet Autonomy in età evolutiva

Si è appena concluso con successo un laboratorio di “Pet-Autonomy” per i bambini. A condurlo sono stati gli operatori del Centro ambulatoriale Santo Stefano Riabilitazione di Filottrano, la Terapista Occupazionale Di Lisa Simone e la Pedagogista Manuela Pasutto con la presenza di “Camilla”, una Golden Retriever certificata per svolgere gli IAA (interventi assistiti dagli animali). Un’esperienza di Pet Therapy che ha coinvolto alcuni pazienti dell'Età Evolutiva del Centro Ambulatoriale con esiti positivi.

Con la definizione anglosassone di Pet-Therapy, gli attuali interventi di IAA, si intende indicare comunemente il complesso di interventi educativi, ricreativi o terapeutici, che vengono effettuati con l’ausilio degli animali, con l’obiettivo di favorire il miglioramento delle funzioni fisiche, cognitive e sociali.

Il laboratorio del Car di Filottrano è stato strutturato in 10 incontri a cadenza mono-settimanale, con durata di un’ora e mezza a seduta, e ha coinvolto 4 bambini di età compresa tra 11 e 12 anni, con differenti diagnosi ma con problematiche comuni legate a disabilità cognitive e comportamentali con criticità riguardanti le autonomie personali e sociali.

L’animale è un “mezzo” privilegiato che funge da ponte empatico, catalizzatore di emozioni, mediatore comunicazionale e veicolo di relazione -  affermano Di Lisa e la Pasutto -. Partendo da questa funzione del “Pet” si è pensato di proporre/sperimentare un laboratorio dove l’animale facesse da ponte per potenziare autonomie personali e sociali di bambini in età evolutiva con difficoltà nelle aree della partecipazione sociale, delle attività occupazionali e della sfera cognitiva”.

Visti i risultati positivi, sia in termini di obiettivi raggiunti che di soddisfazione da parte degli utenti e delle loro famiglie, al Car di Filottrano si sta pensando di proseguire il laboratorio di Pet Autonomy, anche con ulteriori miglioramenti creando gruppi di lavoro omogenei, con obiettivi più specifici e appropriati: “Il laboratorio può diventare un mezzo/strumento di lavoro motivante ed emotivamente coinvolgente per lavorare su autonomie personali e sociali in bambini con problematiche e disabilità cognitive – e concludono -. Sono stati raggiunti gli obiettivi iniziali prefissati. Sono emerse inoltre dinamiche non programmate relative all’interazione e relazione fra gli utenti, nello specifico mediante le attività riguardanti il prendersi cura del Pet, si è passati a prendersi cura del gruppo in modo spontaneo generando delle dinamiche relazionali positive ed empatiche fra tutti i partecipanti del gruppo”.

I pazienti coinvolti
I bambini che hanno partecipato al laboratorio avevano in comune problematiche legate a:

  • Deficit nelle autonomie personali e sociali (cura del sé, vestizione, cura del proprio ambiente di vita)
  • Minima partecipazione sociale (difficoltà relazionali, evidenti problemi di regolazione comportamentale e marcato individualismo)
  • Deficit nelle strategie di pensiero, di pianificazione e di problem solving.

In base alle diagnosi personali sono stati individuati i seguenti obiettivi:

  • Favorire la partecipazione sociale mediante attività educative ed occupazionali che stimolassero interazioni e relazioni sociali semplici tra i partecipanti.
  • Potenziare e favorire l’autonomia nelle attività occupazionali: Cura del sé, prendersi cura dell’altro e cura del proprio ambiente di vita
  • Favorire le strategie di pensiero, di pianificazione e di problem solving veicolate dalla relazione empatica con il “Pet”

Attività proposte

Le attività proposte sono state pianificate ed organizzate per ambiti di intervento:

Attività osservative: osservare e conoscere il corpo del pet, conoscere i bisogni dell’animale e come si manifestano, rilevare i segnali di richiesta, guardare il conduttore mentre si prende cura dell’animale, osservare in che modo lo si deve accarezzare, spazzolarlo e come gli deve essere offerto il cibo.
Attività interattive: attività di primo approccio, attività di sostegno, attività di cura, attività di gruppo.
Attività motorie: saper condurre e gestire il pet al guinzaglio, eseguire percorsi motori con il pet con e senza guinzaglio.
Attività cognitive: favorire la comunicazione verbale e non verbale veicolata dalla relazione empatica pet-utente.
Attività occupazionali: preparazione di pasti per sé e per il pet, prendersi cura dell’ambiente di lavoro (preparare il materiale necessario, mettere in ordine, pulire la stanza), cura della propria persona: igiene personale (lavarsi le mani, viso e denti), abbigliamento (vestizione e svestizione).

Le sedute

Le sedute sono state strutturate nelle seguenti fasi:
Pre-seduta: preparazione della stanza da parte dei partecipanti in attesa dell’entrata di “Camilla”
Inizio: presentazione e saluti
Attività ludiche, creative e ricreative propedeutiche all’attività occupazionale:

  • Memory con le principali parti del corpo del Pet
  • Memory con diverse tipologie di animali
  • Pittografia
  • Giochi di riporto con il Pet
  • Giochi di condivisione e rispetto del turno
  • Percorsi motori propriocettivi, di coordinazione insieme al Pet
  • Giochi di ruolo

      Attività occupazionali:

  • Attività di igiene del Pet (spazzolatura con spazzole diversa impugnatura, pulizia denti orecchie e occhi)
  • Attività di igiene personale (pettinarsi individualmente ed a coppia, pulizia denti viso e mani, con il proprio kit di igiene personale)
  • Vestizione del Pet (far indossare e togliere pettorina, mettere e togliere guinzaglio e collare)
  • Vestizione personale
  • Attività manuali finalizzate alle attività di vita quotidiana (aprire/chiudere bottiglie e contenitori, riempire e trasportare autonomamente recipienti con acqua)
  • Pulizia stanza con “igienizzante” e panni monouso

Conclusione: saluti e risistemazione stanza

 


2019-09-17