Il Centro Cardinal Ferrari Santo Stefano Riabilitazione ha partecipato alla terza edizione della manifestazione. Concorrente: Camilla, 14 anni, che insieme alla terapista occupazionale Sara Bosetti ha portato a casa il Premio Creatività. .

Si è portata a casa il Premio Creatività, la giovanissima paziente del Centro Cardinal Ferrari che ha partecipato alla terza edizione di “Ability Chef ”, accompagnata dalla terapista occupazionale Sara Bosetti sua tutor nella preparazione alla gara quest’anno dedicata al finger food. Si chiama Camilla e ha 14 anni, con una particolare inclinazione alla cucina che vive come gioco ma anche come terapia.  La partecipazione di Camilla (la più giovane in gara) ad Ability Chef è infatti contestualizzata nel suo programma riabilitativo al CCF, dove segue l’attività di Cucina Terapia del Servizio di Terapia Occupazionale, un progetto attivo ormai da dieci anni. 

ABILITY CHEF
Ability Chef è un progetto di inclusione attivato nel 2017 dall'Associazione di Promozione Sociale Argilla che, dopo la prima edizione  di esordio, si è notevolmente ampliato grazie anche alla collaborazione con il noto format televisivo “MasterChef Italia”. Pur con una storia ancora di soli tre anni, la manifestazione ha mostrato come, anche attraverso una gara in cucina, si possano far risaltare le abilità e competenze delle persone disabili. La terza edizione della gara (la seconda alla quale il Centro Cardinal Ferrari partecipa) ha visto la partecipazione di 8 coppie (una persona con disabilità affiancata da un “assistente ai fornelli”: un famigliare o un care giver o un terapista)  e si è tenuta a Borgo Antico San Vitale Borgonato di Corte Franca (BS) ‪domenica 5 maggio. Quest’anno l’evento ha raccolto adesioni  da tutta Italia: dalla Puglia, dalla Liguria, dalla Lombardia, dall’Emilia Romagna, dal Lazio, dal Piemonte. Come nel noto cooking show televisivo, i partecipanti alla gara si sono sfidati nelle famose “Mistery Box” che contenevano ricercati ingredienti indispensabili per la creazione di finger food. La giuria, composta da quattro SuperGiudici, ha valutato per esprimere giudizi non solo sulla bontà del piatto ma anche sull’impiattamento, sulla creatività, sulla capacità di elaborazione. Special Guest di questa edizione è Daniela Spada, chef e autrice di Pesce d’Aprile (Sperling & Kupfer 2016).

LA PARTECIPAZIONE DEL CCF, ecco come è andata
Ad aiutare Camilla durante la gara anche gli speciali ausili: posate con “insolite” impugnature (ergonomiche), piani di appoggio antisdrucciolo e taglieri adattati. Camilla sta seguendo il laboratorio di Cucina Terapia al Centro Cardinal Ferrari, la cucina la diverte e la rilassa– spiega la Terapista Occupazionale Sara Bosetti -. È mancina, inizialmente aveva difficoltà ad integrare l’arto superiore destro nelle attività, la cucina è un momento ludico in cui lei, giocando, si sente stimolata a usare  entrambe le mani”.

Sara e Camilla si sono preparate insieme alla gara di Ability Chef con alcuni menu di prova. “Abbiamo provato i tramezzini, il dolce, le polpette, ma nessuno di questi piatti era nella mistery box della gara, a noi è capitata: l’insalata di branzino con algenori, limone e ricci di mare! – spiega la Bosetti -. La gara si è fatta dura fin da subito, non solo ingredienti nuovi e difficili da elaborare ma anche una formula molto più vicina a Master Chef: quest'anno rispetto alla precedente edizione nessun aiuto è arrivato dalla cucina per i concorrenti, ai quali è stato richiesto di occuparsi in autonomia di tutti i passaggi, dalla preparazione all'impiattamento - aggiunge- ma Camilla è stata una degustatrice doc, ha testato i sapori prima di integrarli e ci siamo divise i compiti cosi come facciamo in TO – continua -. Ha tagliato l’insalata, sbucciato il limone con il pelapatate adattato, ha impiattato secondo la sua idea, personalizzando il menu e dandogli un nome”.

Così il piatto di Camilla “Mare Fantasia” ha conquistato la Giuria che ha deciso di  assegnarle il Premio Creatività 2019. “Sono stata felicissima di partecipare perché è stato un modo creativo di metterci in gioco, di conoscere nuove e belle persone e una cosa che volevo fare da anni. l’ho sempre vista come una cosa impossibile - commenta Camilla -  quando ho sollevato la Mistery box e ho visto che c’era il pesce (proprio la cosa più difficile per me) ho pensato che la sfida era davvero dura, ma abbiamo tirato fuori la grinta! Erano ingredienti difficili, per me è stata la prima volta che ho assaggiato un riccio di mare. Consiglierei a tutti questa esperienza, a tutti quelli appassionati di cucina e che sono pronti ad emozioni forti.Il fatto che ci fosse la mia famiglia mi ha caricato molto. Questa esperienza dimostra che non abbiamo bisogno di grandi cose, o di essere aiutati tanto, ci basta una persona che ci vuole bene e che ci conosce da tanto tempo e poi ...it’easy!". GUARDA LA GALLERY 

 

La Terapia Occupazionale del Centro Cardinal Ferrari. 
Nata nel 2007, l’attività rappresenta oggi un percorso terapeutico molto apprezzato e con risultati efficaci nell’ambito delle cure riabilitative integrate.  La cucina è un setting motivazionale, un ambiente adattato e attrezzato ed è collegata ad attività programmate: il gruppo spesa il martedì, la preparazione della torta il mercoledì, il pranzo il giovedì ed il momento dell’aperitivo il venerdì. Si aggiungono poi i corsi con gli chef, preparando piatti sotto la guida di un cuoco professionista, e la realizzazione dei ricettari, a cura dei pazienti. Le attività possono essere individuali o di gruppo, legate al miglioramento di disabilità manuali o cognitive e comportamentali, con valutazione del livello di autonomia e si inseriscono anche come un addestramento per il ritorno alla vita quotidiana in vista del rientro a domicilio. Inoltre, il programma di Cucina Terapia si è rivelato motivante anche per i bambini ed è entrato nei programmi riabilitativi dei pazienti in età evolutiva perché la cucina risulta un gioco altamente motivante: un setting protetto che stimola l’ autonomia. Attività come lavarsi le mani prima di cucinare  consente di insegnare l’igiene, indossare il grembiule diventa il gioco per imparare a vestirsi, impugnare il cucchiaio è abituare all’uso degli utensili della quotidianità, muoversi in cucina e testare le ricette li fa sentire grandi.  

Le attività si svolgono nella cucina adattata e accessibile del CCF clicca qui per vedere il video  

 


2019-05-17