La civitanovese Mattea Gottardo, originaria della Puglia, fino al 2010 era una pizzaiola provetta. Poi il calvario dovuto alle condizioni di salute. Il lavoro svolto dallo staff sanitario l’ha messa nelle condizioni di poter fare l’intervento per la protesi al braccio sinistro.

STORIE. Dopo il calvario, un sogno che si realizza

Ha da poco coronato il suo sogno. Un intervento di protesizzazione dell’arto superiore sinistro amputato. Un sogno realizzato con il supporto dell’Istituto di Riabilitazione Santo Stefano di Porto Potenza, nel quale ha seguito un lungo periodo di terapia e di preparazione all’intervento, effettuato nei giorni scorsi a Budrio. Ma anche grazie alla sua grandissima forza di volontà con la quale ha affrontato una incredibile serie di patologie e di complicazioni di carattere sanitario.
Mattea Gottardo, originaria della Puglia ma vive a Civitanova Marche (Mc) da tanti anni, fino al 2010 era una pizzaiola provetta, tanto da ricevere anche riconoscimenti e premi. Come quello storico ventesimo posto al campionato mondiale di pizza di Salsomaggiore, su oltre 500 concorrenti. Poi il crollo delle sue condizioni di salute. Tutto è iniziato quando il suo braccio ha cominciato stranamente a gonfiarsi. Dai primi accertamenti non emerse la reale entità dello stato di salute di Mattea “finché – racconta lei - il dottor Riccardo Centurioni, dell’ospedale di Civitanova, decise di guardarci meglio”. E la sua diagnosi fu di quelle tremende: pannicolite cronicizzata e fascite con elefantiasi. Un nome strano per una malattia rara che in pochissimo tempo ha reso il braccio sinistro di Mattea di dimensioni abnormi e fonte di dolori lancinanti. Ben presto, poi, si è prospettato l’inevitabile: l’amputazione. Alla quale ne è seguita una seconda, più alta, effettuata lo scorso anno, per bloccare alcune complicazioni.
Per Mattea, tuttavia, i problemi sembrano non finire mai e, da un’ulteriore infezione, la donna viene costretta in una sedia a rotelle. Un calvario cui Mattea risponde incredibilmente con il sorriso e senza arrendersi. Una forza d’animo davvero fuori dal comune con cui la donna affronta l’interminabile serie di problemi di salute che l’hanno portata a perdere gran parte della sua autonomia e delle sue abilità.
Ma quelle rimaste, di abilità, sono davvero stupefacenti. A cominciare dalla sua forza di volontà.
L’intervento di protesizzazione, effettuato presso il Centro protesi Inail di Budrio, è consistito nell’applicazione di una protesi provvisorio di tipo cinematico. “Per me è davvero un sogno – dice Mattea – sono tornata ad avere una certa autonomia”. Tanto da aver anche sviluppato una passione per la pittura alla quale si sta dedicando “dipingendo con la sinistra”, sottolinea con grande orgoglio Mattea.

E, a questo punto del suo difficilissimo e sofferto percorso, vuole ringraziare tutti coloro che le sono stati vicino. Quelle persone, e quella struttura sanitaria, che hanno rappresentato per lei in questi lunghi anni di dolore, una seconda famiglia e che, sia dal punto di vista clinico che umano, le hanno dato tantissimo.

Vorrei ringraziare tutti coloro dell’Istituto di Riabilitazione Santo Stefano di Porto Potenza che hanno consentito questa mia speranza, mi hanno sempre curato al meglio e, nei mesi scorsi, mi hanno preparato alla protesizzazione attraverso un programma ad hoc”.

Lunga la lista di nomi da ringraziare: Ma Mattea ci tiene davvero a non dimenticare nessuno: Cristina Quinquinio, Paolo Serafini, Massimo Frascarello, Giancarla Gianpaoli, Valentina Pelagalli, Andrea Perini, Annaelisa Tacconi, Stefano Bedeschi, Paola Borsini, Costanza Garruto, Catiuscia Polci, Gabriele Pianaroli, Oydery, Chiara Spagnuolo, Lorena Gaetani, Alessandro Sparapani, Valentina Mignozzi, Claudia Ciarrocchi, Maria Elena Collina, Luca Costantini, Paolo Giudoni, Dana Petrescu.