La Sclerosi Multipla rappresenta la prima causa di invalidità di origine neurologica nel giovane adulto, per la maggior parte donne: si può manifestare in età compresa tra i 15 e i 50 anni. È una malattia del sistema nervoso centrale che colpisce la mielina, la sostanza che riveste i neuroni e ne permette il corretto funzionamento.  La distruzione delle guaine mieliniche nel sistema nervoso centrale causa il blocco o il rallentamento della normale conduzione degli impulsi nervosi provocando una grande varietà di sintomi. Le zone in cui la mielina è stata danneggiata o distrutta, aree di demielinizzazione, vengono anche dette “placche” e sono visibili nelle immagini di Risonanza Magnetica.

«La Sclerosi Multipla è una malattia grave, si manifesta in diversi modi e con un’evoluzione che varia da caso a caso. La diagnosi precoce consente di intervenire per tempo e rallentare il decorso della malattia, ma ad oggi non esiste una cura risolutiva – afferma Antonello Morgantini direttore di Villa Adria Santo Stefano Riabilitazione di Ancona, ospedale specializzato nel trattamento riabilitativo della Sclerosi Multipla –. È consolidato in letteratura che la riabilitazione della Sclerosi Multipla porta una serie di benefici che permettono di ridurre quegli effetti collaterali impattanti per la qualità di vita delle persone affette da questa patologia. Parliamo di una malattia molto complessa, che riguarda tutte le sfere dell’individuo e che colpisce in età giovanile, quando si hanno ancora molte aspettative sociali e lavorative.»

Villa Adria è oggi un centro di eccellenza per la riabilitazione della Sclerosi Multipla ed è membro dell’Associazione Europea per il trattamento e ricerca R.I.M.S.. L’ospedale lavora, inoltre, da 15 anni in stretta collaborazione con il territorio e con l’AISM (Associazione Italiana Sclerosi Multipla) attiva all’interno dell’ospedale. Sono circa 300 i pazienti oggi seguiti dall’ospedale. Al Centro Sclerosi Multipla di Villa Adria si accede su richiesta dello specialista ospedaliero, territoriale, tramite medico di Medicina Generale o del paziente stesso, e attraverso uno screening multidisciplinare in regime ambulatoriale per definire il progetto riabilitativo individuale.

Perché è importante l’approccio multidisciplinare?
«Il lavoro in team è fondamentale nella presa in carico del paziente per valutare i vari aspetti della patologia che inficiano l’autonomia della persona. L’approccio multidisciplinare è l’unica via da seguire in questo tipo di patologia. Diversi studi scientifici lo considerano come il più efficace per ottenere risultati sull’indipendenza funzionale e sulla riduzione dell’impatto della patologia nel tempo.»

Quali sono le figure coinvolte nel team?
«Il fisiatra è il medico referente del gruppo di lavoro che si compone di diverse figure: il neurologo, segue gli aspetti neurologici ed il trattamento farmacologico; il neuropsicologo, valuta i deficit cognitivi; il logopedista, per le funzioni del linguaggio e la deglutizione; il terapista occupazionale, per il raggiungimento delle autonomie anche attraverso gli ausili; l’urologo per la valutazione dell’incontinenza e le problematiche sfinteriche; lo pneumologo, perché spesso i malati di sclerosi presentano una sindrome restrittiva polmonare che va valutata da uno specialista. L’approccio neuro psicologico poi va inteso anche come un supporto psicologico, sono importanti i colloqui di mutuo aiuto per stabilire un contatto empatico con gli altri pazienti e con gli operatori della struttura. Infine, a chiudere il cerchio dell’approccio multidisciplinare, c’è l’assistente sociale che informa i pazienti dei loro diritti e delle opportunità assistenziali a loro riservate dalla normativa di settore  e dal sistema sanitario.»

Come avviene la valutazione riabilitativa da parte del team?
«La valutazione riabilitativa del paziente con sclerosi multipla avviene tramite il concorso di tutti gli specialisti, i quali definiscono quali sono le caratteristiche patologiche del paziente in vista del percorso riabilitativo. Cerchiamo di concentrare tutte le valutazioni in un’unica giornata, un check up completo che serve come valutazione del setting riabilitativo più idoneo al paziente per la migliore risposta ai trattamenti».

L’approccio riabilitativo affianca ai trattamenti tradizionali anche quelli tecnologici…
«Pur rimanendo imprescindibile il rapporto equipe – paziente, quindi la figura umana del professionista accanto alla persona, la riabilitazione oggi sta trovando un valido supporto nella robotica. Esistono strumentazioni che stanno cambiando l’approccio alla patologia. A Villa Adria abbiamo in dotazione diverse tecnologie che utilizziamo anche per trattare pazienti con sclerosi multipla. Per la funzione deambulatoria delle persone con deficit motori agli arti inferiori utilizziamo l’esocheletro Ekso Bionics; il  Walker View, per il training del passo con analisi e monitoraggio delle alterazioni del cammino; per l’equilibrio, la pedana Stabilometrica Tecnobody Pro-Kin; per il trattamento propiocettivo e rinforzo muscolare la realtà virtuale (CO.RE.HAB, VRRS Kymeia); per l’arto superiore e la riabilitazione dei movimenti di flesso – estensione delle dita della mano, lavoriamo con Amadeo; per arti superiori ed inferrori, anche il Cicloergometro computerizzato con pedalata assistita.»

Quali sono le ultime novità che state valutando in ambito tecnologico?
«Stiamo cercando di trasferire su supporto elettronico il metodo SVTA (Science Vision Training Academy), la possibilità di una stimolazione visuo-spaziale per l’apprendimento di strategie motorie e cognitive. Da qualche tempo, infine, abbiamo un rapporto con una start up Tech4Care, con la quale stiamo sviluppando alcuni processi di rieducazione funzionale attraverso al realtà virtuale immersiva, offrendo un’opportunità rispetto al trattamento tradizionale. Sono attività in fase sperimentale ma che guardano al futuro della riabilitazione perché garantiscono al paziente di svolgere esercizi non solo in struttura ma anche a domicilio, con il controllo e la supervisione del fisioterapista, capace di gestire la correttezza dell’approccio terapeutico attraverso la valutazione dei feedback forniti in modalità remota». 

                                

Rosaria Frisina
2019-09-25