Un progetto selezionato al Convegno Internazionale Autismi e attivo al Centro Ambulatoriale Santo Stefano di Jesi

Il pattinaggio, un'opportunità sportiva per l'autismo

Il CARS di Jesi (Centro Ambulatoriale di Riabilitazione Specialistica) dell’Istituto Riabilitazione S.Stefano, che si occupa della presa in carico dell’autismo in età evolutiva è stato selezionato dal Coordinamento Scientifico per presentare la Buona Prassi, riguardante il Pattinaggio Corsa come opportunità sportiva per l’autismo, al Convegno Internazionale AUTISMI che si è tenuto il 4 e 5 maggio 2018 al Palacongressi  di Rimini.

Le Buone Prassi consistono in esperienze educative significative che si sono dimostrate valide nell’applicazione diretta “sul campo”; nel caso del Cars di Jesi è stata effettuata un’esperienza di integrazione sportiva con il pattinaggio a rotelle.

Il progetto nasce dal bisogno di alcuni genitori di creare una “opportunità” di integrazione extrascolastica  attraverso un’attività sportiva e dalla fisioterapista Marisa Canafoglia, ex atleta di pattinaggio corsa, che hanno pensato di intraprendere un percorso di avvicinamento a questo sport, in considerazione del fatto che la maggior parte dei bambini con disturbo dello spettro autistico sono molto fisici, amano correre, saltare ed arrampicarsi.

L’iniziativa, effettuata dal  novembre 2013 al giugno 2017, si è svolta con la  collaborazione con una società  di pattinaggio corsa di Jesi, la “Roller Marche”, guidata dall’allenatore federale Mazzarini Stefano.

Nel corso degli incontri si è potuto osservato come durante le attività svolte con i pattini si riducevano notevolmente le stereotipie motorie ed i comportamenti tipici dei bambini autistici, che erano all’inizio costretti a focalizzare l’attenzione sulla gestione del mezzo per rimanere in equilibrio e successivamente gratificati dal piacere derivante dall’aumentare della velocità.

 Il pattinaggio ha fatto emergere in questi bambini abilità latenti; hanno instaurato una relazione significativa con l’istruttore e con il gruppo dei pari, modificato i loro schemi comportamentali disfunzionali, allungato i tempi di attenzione e di collaborazione durante l’esecuzione dei vari esercizi  con una diminuzione graduale della mediazione fisica e verbale da parte dell’adulto.

 Dall'esperienza, si rileva come l’insegnamento di alcune importanti abilità, che non compaiono spontaneamente nel repertorio del bambino con disturbo dello spettro autistico, possano essere sviluppate anche attraverso il pattinaggio a rotelle, considerando quest’attività come educativa e formativa in quanto interviene sul sistema motorio, relazionale, motivazionale, cognitivo ed emotivo-comportamentale.

Si evidenzia inoltre che, una volta acquisita la gestione del pattino, tale capacità potrà essere utilizzata autonomamente nei luoghi di pubblico utilizzo, dimostrando anche l’elevata caratteristica di inclusione sociale di questo sport.

Da qui l’idea di utilizzare il pattinaggio come un vero e proprio “strumento” di lavoro, proseguendo quest’attività all’interno dei nuovi locali del Centro Ambulatoriale “S.Stefano” di Jesi, nei quali sarà possibile utilizzare uno spazio apposito, ambiente circoscritto ed essenziale, con pochi elementi, in compresenza di altri bambini (età compresa tra i 5 e gli 8 anni) per la durata di circa 1 ora con frequenza bisettimanale.

 

 


2018-06-28