Cos'è l'ictus?

“Cos’è l’ictus? Come si previene? Cosa fare se si presenta? E dopo? Cosa è possibile fare in riabilitazione? Come garantire una buona qualità della vita anche al domicilio e a distanza dall’evento acuto? Quali adattamenti per l’ambiente? Quale modalità di alimentazione?”

In questo articolo rispondiamo a queste ed altre domande.
L’ictus viene definito come un disturbo neurologico, ad insorgenza acuta, che si manifesta clinicamente con sintomi e segni derivanti da lesione focale cerebrale.

Tipi di ictus

L’ictus sostanzialmente può essere di due tipi: ischemico o emorragico.

L’ictus ischemico

È solitamente più frequente, ed è causato da un ostacolo al flusso sanguigno diretto al cervello (ischemia cerebrale). L’ostacolo può essere dovuto ad un restringimento progressivo o ad una chiusura improvvisa di un’arteria.

L’ictus emorragico

È causato dalla rottura di un’arteria cerebrale; ciò può verificarsi per aumento della pressione arteriosa, come nel caso di un’emorragia cerebrale primitiva, oppure per la presenza di una malformazione congenita della parete dell’arteria (aneurisma). In quest’ultimo caso si parla di emorragia subaracnoidea.

Ictus ischemico

Come prevenire l'ictus

Stili di vita sani aiutano a prevenire l'ictus. Esistono una serie di fattori di rischio, individuali o ambientali che predispongono ad ammalarsi e che aumentano quindi il verificarsi di questa grave patologia.
Oltre a controllare periodicamente la pressione arteriosa, la fibrillazione atriale, i valori di glicemia e colesterolemia, un’alimentazione sana, l’attività fisica costante, stili di vita corretti, senza vizi (fumo) e abusi (alcol), aiutano a prevenire e ridurre in modo significativo i casi di ictus.

Riconoscere i sintomi dell'ictus

Intervenire in tempi rapidi può salvare una vita. Riconoscere i sintomi dell’ictus è quindi di vitale importanza. Esiste una terapia, chiamata rTPA, che se somministrata entro 4-5 ore dall’esordio dei sintomi, può ridurre i danni e la gravità delle conseguenze dell’ictus.

I sintomi dell'ictus sono:

  • formicolio o non riuscire più a muovere (paralisi - plegia) o muovere con minor forza (paresi) un braccio o una gamba o entrambi gli arti di uno stesso lato del corpo;
  • la bocca storta;
  • non riuscire a vedere bene metà o una parte degli oggetti (emianopsia);
  • far fatica a parlare, sia perché non si articolano bene le parole (disartria) sia perché non si riescono a scegliere le parole giuste o perché non si comprende quanto viene riferito dalle persone (afasia);
  • un violento e molto localizzato mal di testa, diverso dal solito.

Chiama subito il 118! In caso di sintomi di ictus, non bisogna perdere tempo ma chiamare subito il 118 (NO la Guardia Medica, NO il Medico di famiglia) e farsi portare in ospedale.
Mai aspettare che il sintomo passi da solo.
L’ictus è una malattia tempo dipendente, è un’emergenza: aspettare significa consentirgli di danneggiare sempre di più il nostro cervello.
È fondamentale l’intervento tempestivo nelle prime tre/quattro ore.

I sintomi dell'ictus

Le cure della Stroke Unit

Contattare il 118 significa consentire alla persona di essere trasportata con urgenza in ospedale nelle Unità Urgenza Ictus - Stroke Unit, specializzate per trattare attacchi di ictus, e attivare il trattamento: vengono eseguiti subito gli esami, la Tac, per capire se l’ictus è stato determinato da un’ischemia o da un’emorragia.
Nel primo caso, infatti, si può procedere alla trombolisi, una tecnica in grado di sciogliere il coagulo che impedisce al sangue di arrivare al cervello.

La riabilitazione dell'ictus

Superata la fase acuta dell’ictus, a seconda degli esiti e delle disabilità residue, occorre seguire un programma riabilitativo.
I pazienti colpiti da ictus che sopravvivono all'evento, dopo un periodo trascorso nei reparti per acuti (Stroke Unit, Rianimazioni, Neurologie), iniziano un percorso di riabilitazione che, a seconda della gravità delle condizioni cliniche e neurologiche all’ingresso, avrà percorsi diversificati.
La valutazione riabilitativa del soggetto affetto da ictus rappresenta un momento importante della presa in carico del paziente.

Nei soggetti colpiti da ictus grave, è solitamente, necessaria una prima fase di stabilizzazione clinica, volta al mantenimento dell’equilibrio metabolico ed emodinamico, nonché al trattamento delle infezioni ed alla prevenzione dei decubiti; è fondamentale, inoltre, lo svezzamento dai presidi invasivi, la fisioterapia respiratoria mirata a ridurre le secrezioni bronchiali e salivari nei pazienti a lungo allettati e portatori di cannula tracheostomica, associata all’adattamento alla stazione seduta in carrozzina, anche quando ancora non si è verificato un recupero di coscienza.

Ictus e tecnologia

I percorsi riabilitativi oggi possono avvalersi del supporto della robotica, che sfrutta la possibilità di un approccio riabilitativo basato su report e dati precisi utili sia alla valutazione dei compiti eseguiti sia alla comprensione dei processi di recupero.

La Realtà Virtuale è una delle tecnologie utilizzate nella riabilitazione dell’ictus, con programmi volti al potenziamento delle abilità cognitive e percorsi finalizzati al recupero di autonomia nelle attività complesse della vita quotidiana.

Dott. Antonio De Tanti, Direttore Scientifico, Santo Stefano Riabilitazione

Il ritorno alla vita dopo l'ictus

Riabilitare significa raggiungere la massima autonomia possibile. Il reinserimento nella vita quotidiana, sociale e famigliare, è un obiettivo del percorso terapeutico.
Programmi di Terapia Occupazionale mirati, percorsi qualificati per il Ritorno alla Guida in sicurezza, progetti di cura che consentano la prosecuzione delle attività riabilitative in continuità a domicilio e sul territorio di provenienza, sono oggi opportunità che i Centri riabilitativi specializzati offrono al paziente post ictus, con l’obiettivo del ritorno ad una vita autonoma ed una riduzione del carico assistenziale delle famiglie e del Sistema Sanitario Nazionale.


2019-10-28