I sintomi sono la perdita della memoria e l’alterazione di altre funzioni cognitive, ma non sono da sottovalutare anche il cambiamento del comportamento e delle capacità di svolgere le normali attività quotidiane

I segnali di allarme nella demenza

La demenza è una malattia degenerativa dovuta ad un graduale deterioramento delle cellule cerebrali, con conseguente compromissione della comunicazione tra i neuroni stessi. È opinione comune che i segnali più rilevanti siano: la perdita della memoria e l’alterazione di altre funzioni cognitive, ma non sono da sottovalutare anche il cambiamento del comportamento e delle capacità di svolgere le normali attività quotidiane.

Attualmente sono sempre più frequenti i casi di demenza ad insorgenza precoce (DIP) cioè prima dei 65 anni, si rilevano anche casi di demenza ad insorgenza giovanile, cioè prima dei 45 anni.  

Due le cause principali della DIP: l’Alzheimer o una demenza fronto-temporale (FTD), dove le persone mostrano maggiormente sintomi comportamentali e psicologici mentre è meno presente il deterioramento cognitivo e funzionale rispetto a pazienti con demenza ad insorgenza tardiva.

Quando è giusto preoccuparsi? Quali sono i cambiamenti che potrebbero costituire dei campanelli di allarme da non sottovalutare?

  1. Difficoltà nell’apprendere nuove informazioni o richiamare alla mente informazioni precedentemente apprese (ci si dimentica anniversari, appuntamenti, compleanni, i familiari si lamentano che si fanno sempre le stesse domande o si ripetono spesso le stesse cose, mettere gli oggetti i posti inconsueti, accusare gli altri di aver rubato gli oggetti che non si trovano).
  2. Perdita della capacità di riconoscere luoghi o percorsi familiari  e sul piano temporale non saper indicare la data corrente, il mese e l’anno (il cosiddetto disorientamento spazio-temporale).
  3. Difficoltà ad esprimere un concetto o a comprenderlo (non riuscire a trovare la parola giusta, non riuscire a seguire una conversazione troppo lunga, iniziare un discorso ed interrompersi a metà perché non si ha idea di cosa si volesse dire o di come proseguire.
  4. Difficoltà crescente nello svolgere una determinata attività quotidiana ed usuale (qualsiasi attività appare più complessa con conseguente perdita graduale dell’autonomia, difficoltà ad organizzare e pianificare la giornata, seguire tutti i passaggi di una ricetta, non ricordare le regole di un gioco, perdita di concentrazione).
  5.  Difficoltà di prendere decisioni, di esprimere un giudizio.
  6. Presenza di apatia, diminuzione della motivazione nel compiere azioni che prima venivano svolte con piacevolezza con conseguente ritiro sociale (si dorme più del solito, si passa la maggior parte del tempo a casa a fissare il vuoto o a guardare la tv, assente la motivazione a frequentare gente o ad iniziare delle conversazioni).
  7. Cambiamenti del tono dell’umore e della personalità: presenti stati d’animo quali tristezza, ansia, insicurezza, ci si sente sicuri solo nel proprio ambiente familiare.
  8. Difficoltà a capire le immagini visive e i rapporti spaziali, difficoltà a leggere, a definire un colore o un contrasto, anche la percezione del proprio corpo allo specchio è alterata, l’immagine riflessa potrebbe essere  percepita come un’altra persona (allucinazione visiva).

Far finta di nulla dinanzi a questi segnali aggrava solo le condizioni della persona che ne viene colpita. Oggi una diagnosi precoce e la riabilitazione cognitiva sono le armi più efficaci per rallentare il deterioramento. La stimolazione cognitiva, previa valutazione del livello di funzionamento complessivo e specifico, consente l’utilizzo e la riattivazione delle capacità  residue sufficientemente conservate; favorisce una graduale riattivazione funzionale di vie secondarie diffuse nei circuiti neuronali adulti; consente il recupero di alcuni collegamenti inibiti e l’attivazione di specifiche connessioni. Potenziare l’efficacia cognitiva può condurre ad un miglioramento significativo della qualità della vita e contribuisce ad un innalzamento del tono dell’umore e  della motivazione individuale. 

A cura di Barbara Mercanti,  Psicologa Psicoterapeuta Centro Ambulatoriale di Macerata Santo Stefano Riabilitazione

Presso il Car di Macerata si effettuano percorsi di training cognitivo in gruppo volti a migliorare la performance ma anche come prevenzione del decadimento cognitivo. Per informazioni tel. 073330885


2018-06-04