Il messaggio dell'edizione 2020 che unirà tutti gli assistenti sociali del mondo è quello di promuovere l’importanza delle relazioni umane.

Si celebra oggi, martedì 17 marzo, la Giornata mondiale del Servizio Sociale. Il messaggio dell'edizione 2020 che unirà tutti gli assistenti sociali del mondo è quello di promuovere l’importanza delle relazioni umane.

Nel 2020 il Servizio Sociale del Santo Stefano "spegne" 50 candeline. Tanto, infatti, è passato da quando l'Istituto di Riabilitazione Santo Stefano ha introdotto la figura dell'Assistente Sociale recependo prontamente quanto previsto dalla riforma ospedaliera del 1968 che, con la legge 132/1968, prevedeva la presenza dell'assistente sociale nelle strutture sanitarie ospedaliere per garantire interventi integrati". 

Di seguito, una lettera inviata da Ester Stefoni, assistente sociale dell'Istituto Santo Stefano di Porto Potenza Picena, scritta in occasione della Giornata. 

"In questo momento di difficoltà penso alle tante colleghe impegnate nei comuni e nelle ASL e che svolgono un ruolo importante nell’accogliere i bisogni delle persone e nel dare corrette informazioni relative all’emergenza non solo sanitaria ma anche sociale che stiamo vivendo. In questi giorni noi assistenti sociali del gruppo Kos siamo “sul Campo” cercando di velocizzare le risposte con i servizi esterni, in particolare con gli uffici del Comune, della ASL , enti previdenziali, ecc., per consentire una maggiore collaborazione tra tutti e rispondere alle necessità degli utenti ricoverati e delle loro famiglie.

Per me essere assistente sociale è una vera vocazione oltre che una professione.

Svolgo la mia attività nella struttura di riabilitazione a Porto Potenza Picena da 34 anni: ho incontrato più di 10.000 volti e 20.000 occhi. Tanti di loro saranno impressi per sempre nel mio cuore ! Amo il mio lavoro, mi piace essere a disposizione delle necessità di chi si rivolge al servizio, ma soprattutto mi piace essere quell’attimo di pace, di sorriso e di speranza nelle situazioni di malattia che vivono i pazienti e le famiglie dopo un evento devastante! Sì, perché quando all’improvviso tutto crolla per un imprevisto fuori programma che ti porta a non avere più il figlio , il marito, la moglie, il compagno, la compagna, il fratello, la sorella, o i genitori che avevi, ti senti frastornato così tanto che senti il bisogno di avere una “spinta” da qualcuno per riprendere un po’ quota. Paragono il mio lavoro a questa “spinta” che aiuta la famiglia a raccogliere i “cocci” del vaso prezioso che si è rotto e a ricomporlo, cosciente che non sarà più lo stesso di prima.

All’inizio di ogni colloquio avverto Il grido di aiuto che ciascun familiare trasmette, esplicito o implicito, gridato o soppresso, e sento ogni volta il desiderio di rispondere a questo grido. Avere al fianco un professionista che orienta e supporta con tecniche e strumenti specifici è fondamentale! La persona non si sente sola nel portare con sé la grande sofferenza, anzi, è condividendola insieme che il peso diventa più leggero. Questo vuol dire che dialogando già dal primo giorno di ricovero con i familiari del malato, è possibile orientarli dentro la burocrazia spesso incomprensibile e accompagnarli nel loro percorso sostenendoli nelle molteplici difficoltà che incontrano. Successivamente al ricovero è necessario il disbrigo di pratiche burocratiche, l’informazione circa le risorse esterne utili e l’attivazione del lavoro di rete, fondamentale per accogliere la persona che ha “esigenze speciali” e diverse rispetto alla vita che conduceva precedentemente. I servizi territoriali vengono informati della situazione in modo da attivare un percorso di “reinserimento sociale” condiviso con la famiglia, a volte finalizzato anche ad un reinserimento lavorativo/occupazionale.

Nel mio lavoro mi accorgo spesso che le famiglie che ho davanti, se sollecitate, mostrano tutte una grande forza che prima non avevano: emergono tante capacità inaspettate grazie alle quali molte volte è possibile non solo ri-comporre i “cocci” del vaso rotto ma anche di abbellirlo con disegni e colori nuovi. Ed ogni vaso ri-costruito ha la sua diversità e la sua bellezza!"

Ester Stefoni, Assistente Sociale Santo Stefano Riabilitazione 




2020-03-08